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Il bellissimo Teatre-Museu Dalì si trova a Figueres dove l’artista nacque nel 1904 e città a cui rimase sempre legato nonostante i numerosi spostamenti a Madrid e Barcellona.
La storia
Dal 1961 al 1974 Dalì si dedicò alla ristrutturazione del teatro municipale di Figueres, distrutto da un incendio nel 1939 alla fine della guerra civile, e lo trasformò in quello che anche oggi è il Teatre-Museu Dalì, un vero e proprio viaggio multidimensionale fatto di trucchi, illusioni ed opere d’arte attraverso l’eccentrica mente del pittore.
Il Museo
Fin dall’esterno l’edificio sorprende lo spettatore con le bizzarre sculture fuori dall’ingresso in Placa de Gala i Salvador Dalì, e con il muro dipinto di rosa lungo Pujada del Castell sormontato da una fila di forme ovoidali e da sculture che sembrano rappresentare delle ginnaste.
All’interno al livello 1, il pianterreno, trovate un giardino semicircolare dove un tempo sorgevano i palchi del teatro. Al centro è situata una strana struttura chiamata Taxi Plujos, Taxi piovoso, composta da una delle prime Cadillac, forse un tempo di Al Capone, e da un mucchio di pneumatici da trattore, il tutto sormontato da alcune statue e da una barca da pesca in equilibrio sui pneumatici. Se inserite una moneta nella fessura si attiva una vera e propria pioggia all’interno dell’abitacolo.
Vicino c’è la Sala de Peixateries, Sala delle Pescherie, che contiene una raccolta di dipinti ad olio realizzati da Dalì fra cui il celebre Autoretrat tou amb tall de bacon fregit, Autoritratto con fetta di pancetta fritta, ed il Retrat de Picasso. Sotto il palcoscenico, nella cripta, c’è la tomba di Dalì.
Nella zona del palcoscenico potete ammirare una cupola geodetica in vetro concepita da Dalì come la propria Cappella Sistina. Lo sfondo è composto da teste, seni, rocce ed alberi creati da Dalì per un balletto in una delle tante iniziative che il pittore ideò nel campo delle arti sceniche.
Un altro esempio dello stravagante senso assurdo dell’artista è Gala mirando el Mar Mediterraneo, Gala che guarda il Mediterraneo, che attraverso un cannocchiale attivato da una moneta appare come un ritratto di Abramo Lincoln.
Al terzo piano c’è la Sala de Mae West, un salotto che osservato dalla giusta angolazione crea un ritratto della West: un divano per le labbra, due caminetti per le narici e due dipinti impressionisti di Parigi per gli occhi.
Nel 2001 poi il museo è stato ulteriormente impreziosito grazie alla collezione di Owen Cheatham composta da 37 gioielli disegnati da Dalì che potete ammirare nella Dalì Joies.
Link
» Sito ufficiale della fondazione Gala-Salvador Dalí
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